Claudia Palladino

Claudia Palladino

Come noto a partire dal D.Lgs. 59/2017 sono cambiate le regole per il reclutamento degli insegnanti.

La novità principale è rappresentata dall'introduzione dell'obbligo del conseguimento di 24 CFU formativi nei settori antropo-psico-pedagogici e nelle metodologie didattiche che, congiuntamente ad un titolo di laurea idoneo all'insegnamento, consentono di partecipare ai concorsi “riservati agli insegnanti abilitati”.

Non si comprende, tuttavia, come mai il possesso di tali titoli non è considerato sufficiente per l’inserimento in II fascia delle G.I., cioè nella fascia riservata agli abilitati.

La finalità dell’azione è quella di ottenere una pronuncia che riconosca abilitante e valido per l’inserimento nella II fascia delle G.I. il possesso della laurea idonea all’insegnamento congiuntamente al possesso dei 24 crediti formativi.

Lo studio proporrà azioni individuali e collettive SOLO PER LAZIO, CAMPANIA, CITTA' DI FIRENZE E MESSINA. Altre zone saranno eventualmente valutate caso per caso.

E' POSSIBILE ADERIRE ALL'AZIONE ENTRO IL 10 giugno 2020.

All’azione possono partecipare tutti coloro che hanno una laurea idonea all’insegnamento e hanno conseguito i 24 CFU

Il costo dell’azione INDIVIDUALE dinanzi al Tribunale ordinario è di euro 1000,00 oltre contributo unificato qualora dovuto (nel caso di reddito familiare inferiore ad euro € 34.585,23 il pagamento del C.U. di euro 259,00 non è dovuto).

Il costo dell’azione COLLETTIVA dinanzi al Tribunale ordinario è di euro 500,00.

Non riteniamo che vi saranno problemi per il raggiungimento del numero minimo di partecipanti alle azioni tuttavia in caso di ricorso collettivo lo studio si riserva di valutare l’accettazione del mandato sulla base del numero di adesioni pervenute.

Sarà necessario inoltrare al Minsitero dell'istruzione una richiesta (meramente strumentale) di inserimento in II fascia delle G.I. Potrete utilizzare in modello in allegato alla presente e modificarlo secondo le vostre esigenze. E' ovvio che, ove viene richiesto di dichiarare il titolo abilitante per la corrispondente classe di insegnamento, dovrete inserire la laurea ed i relativi 24 CFU.

Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono:

1. Scaricare la procura allegata.

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.

3. Procedere al pagamento della somma di euro 1000,00, per il ricorso individuale o euro 500,00 per il ricorso collettivo attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse di seguito.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

- due procure in originale e sottoscritte;

- copia del documento di identità e del codice fiscale;

- copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome, C.F. e la dicitura “24CFU”). N.B. Solo per i ricorsi individuali, qualora dovuto sarà possibile effettuare con un unico bonifico anche il versamento del C.U. di euro 259,00;

- copia del diploma di laurea;

- certificazioni attestanti il conseguimento dei 24 CFU;

- domanda di inserimento in II fascia (strumentale);

- qualora presenti in III fascia G.I., stralcio della graduatoria da cui si evince la propria posizione;

solo nel caso di reddito familiare inferiore ad euro € 34.585,23 Modulo di esenzione dal contributo unificato di iscrizione a ruolo sottoscritto in originale.

Eccezionalmente, considerando il particolare momento che sta attraversando il Paese e le restrizioni imposte dai Decreti Legge per l’emergenza COVID-19, potrete inoltrare la documentazione solo a mezzo e-mail e spedire la documentazione in originale in un secondo momento a mezzo raccomandata a.r.

Sulla busta deve essere apposta la scritta “ricorso 24 CFU” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso 24 CFU”.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) il seguente FORM online (copiare il link ed incollarlo nella barra di ricerca avendo cura di non copiare gli spazi all'inizio e alla fine della stringa): https://forms.gle/iqFdeLEipWfLcWp49

Si invita a prestare particolare attenzione nell'inserimento dei dati nel FORM online con l'avvertimento che le comunicazioni da parte dello studio avverranno a mezzo e-mail all'indirizzo indicato al momento della compilazione del FORM. Per tale ragione Vi invitiamo a indicare esclusivamente indirizzi e-mail e non indirizzi pec.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio tramite e-mail o pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che a mezzo e-mail anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione in ORIGINALE.

Eccezionalmente, considerando il particolare momento che sta attraversando il Paese e le restrizioni imposte dai Decreti Legge per l’emergenza COVID-19, potrete inoltrare la documentazione solo a mezzo e-mail e spedire la documentazione in originale in un secondo momento a mezzo raccomandata a.r.

Nella raccomandata non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

Non è ammesso inserire in una solo busta la documentazione di più ricorrenti.

Questo studio declina ogni responsabilità in merito all’eventuale mancata proposizione del ricorso qualora non siano rispettate le procedure previste nella presente informativa, riservandosi, anche in ipotesi di correttezza della procedura seguita, l’accettazione dei vostri mandati che verrà comunicata esclusivamente via e-mail.

Precisiamo che solo il corretto perfezionamento delle tre procedure (1. Compilazione del form on-line. Si chiede di prestare particolare attenzione nella compilazione del form on-line precisando che qualunque errore, che sarà eventualmente successivamente riscontrato, dovuto a disattenzione nella compilazione sarà solo a Voi attribuibile; 2. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.3. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso in originale a mezzo raccomandata a.r. URGENTE all’indirizzo Avv. Michele Bonetti via San Tommaso d’Aquino n. 47, 00136 – Roma.) sarà ritenuto idoneo a perfezionare l'adesione al ricorso.

CONTATTI

STUDIO LEGALE AVVOCATO MICHELE BONETTI & PARTNERS

Via di San Tommaso d'Aquino, 47

00136 - ROMA


tel  +39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882
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Martedì, 31 Marzo 2020 16:53

UDU - Accolti i ricorsi sul numero chiuso.


Il Consiglio di Stato, dopo l'apertura sulle specializzazioni ove è stato disposto l'accoglimento dei posti disponibili, simmetricamente apre nuove possibilità sul numero chiuso degli studenti di medicina e chirurgia per l'anno corrente accogliendo i ricordi Udu patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.
Dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale UDU - Unione degli Universitari: "Infatti, rendendosi conto dei plurimi posti rimasti disponibili per l'anno accademico 2019/2020, nonostante le raccomandazioni nella conferenza dei Rettori e del tavolo tecnico, il Ministero dell'Università e della Salute non ha difatti consentito la copertura di tutti i posti programmati e rimasti disponibili. La presenza degli ordini professionali in plurime fasi del procedimento decisionale che hanno portato alla determinazione del numero chiuso, rende lo stesso illegittimo ed incostituzionale."
Dichiarano l'Avv. Michele Bonetti e Santi Delia"Con un dotto provvedimento il Consiglio Di Stato, prendendo anche atto dell'aumento per il prossimo anno di 2000 posti assegnati alla facoltà di medicina, apre nuove possibilità anche per l'anno in corso consentendo agli studenti ricorrenti di potersi immatricolare in virtù del proprio punteggio e della propria posizione in graduatoria."
Continua Gulluni: "Gli ingressi a Medicina sono a maggior ragione consentiti nel caso di specie, vista la situazione che stiamo vivendo e l'avanzamento della didattica online a distanza che supera i limiti della capienza strutturale a cui in modo illegittimo alcune università in questi anni si sono richiamate."
Conclude Gulluni: "Riteniamo che sia arrivato il modello di ripensare il modello d’accesso ai corsi di laurea di Area medica e sanitaria verso una direzione di apertura, che riusulta sempre più necessario anche per ridare ossigeno al SSN, avviando un percorso partecipato con le Università e con le organizzazioni studentesche."

Di seguito si rimette la rassegna stampa con i relativi link: 

https://scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2020-03-31/universita-consiglio-stato-accoglie-ricorsi-numero-chiuso-184717.php?uuid=ADKGgGH&fbclid=IwAR0lrAXWbuV-iMa_U9_kkl9puYzIGGUHT9le7NuKRp_n0hbn0IR_OTq1hrg

https://www.tempostretto.it/news/numero-chiuso-a-medicina-il-consiglio-di-stato-da-ragione-agli-studenti.html

https://www.scuolainforma.it/2020/03/31/udu-accolti-i-ricorsi-a-numero-chiuso-degli-studenti-di-medicina-e-chirurgia.html

https://www.orizzontescuola.it/udu-accolti-i-ricorsi-su-numero-chiuso-a-medicina/

https://www.semprediritti.it/index.php/good-news/item/793-udu-accolti-i-ricorsi-sul-numero-chiuso

La Prima Sezione del TAR Abruzzo si è pronunciato sull’accesso ai corsi a numero programmato e più precisamente sul ricorso, patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia, di uno studente che richiedeva il passaggio ad anni successivi al primo presso l’Università degli Studi di Teramo.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva conseguito il diploma di laurea in Tutela e Benessere degli animali, corso di laurea afferente alla facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Teramo. Il ricorrente, a seguito della successiva iscrizione al corso di laurea in Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari, chiedeva il trasferimento presso l’Ateneo teramano, il quale, disponeva un provvedimento di diniego alla proposta domanda.

La Prima Sezione del TAR Abruzzo, pronunciatasi sull’anzidetto provvedimento di diniego, ha accolto la tesi proposta dal nostro studio legale in tema di percorsi di laurea affini a quelli presso cui si chiede il trasferimento. Soprattutto, l’On.le TAR ha sancito un principio da sempre da noi portato e che aveva visto il Consiglio di Stato accogliere la tesi dell’Avvocato Michele Bonetti (vedi provvedimento allegato) secondo cui, non vi deve essere distinzione tra i vari contingenti annuali nell’ambito dei trasferimenti.

Nel provvedimento di cui trattasi l’Organo Giudicate ha chiarito che “in relazione alla disponibilità di posti, deve essere ribadito che fra i diversi contingenti posti a concorso - quello destinato a cittadini comunitari e quello destinato a cittadini non comunitari - non sussiste alcuna rigida separazione, ove in esito alle prove residui capienza per taluni di essi.”

Inoltre il TAR, rilevata la sussistenza di tutti i requisiti da parte ricorrente, ha affermato che la sussistenza di posti disponibili presso l’Ateneo con riguardo al II anno costituisse una valida motivazione per confermare l’immatricolazione del ricorrente, pur avendo lo stesso presentato domanda per il trasferimento al III anno. Dunque, il Giudice Amministrativo sottolinea ancora una volta che, ai fini della sussistenza di posti disponibili, debba considerarsi l’intera corte degli anni di corso.

Con soddisfazione commenta l’Avv. Michele Bonetti: “Siamo lieti di aver ottenuto un altro provvedimento definitivo che sancisce l’immatricolazione del ricorrente basato sui principi per cui ci battiamo da anni e che, il Giudice Amministrativo ha fornito una corretta applicazione della L. n. 264/1999, che regola l’ingresso ai corsi ad accesso programmato, disponendo l’immatricolazione ad anni successivi al primo, in presenza di posti disponibili, anche se ad anni differenti da quello richiesto dal ricorrente”. Continua l’Avv. Bonetti “

La Prima Sezione del TAR Abruzzo si è pronunciato sull’accesso ai corsi a numero programmato e più precisamente sul ricorso, patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia, di uno studente che richiedeva il passaggio ad anni successivi al primo presso l’Università degli Studi di Teramo.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva conseguito il diploma di laurea in Tutela e Benessere degli animali, corso di laurea afferente alla facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Teramo. Il ricorrente, a seguito della successiva iscrizione al corso di laurea in Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari, chiedeva il trasferimento presso l’Ateneo teramano, il quale, disponeva un provvedimento di diniego alla proposta domanda.

La Prima Sezione del TAR Abruzzo, pronunciatasi sull’anzidetto provvedimento di diniego, ha accolto la tesi proposta dal nostro studio legale in tema di percorsi di laurea affini a quelli presso cui si chiede il trasferimento. Soprattutto, l’On.le TAR ha sancito un principio da sempre da noi portato e che aveva visto il Consiglio di Stato accogliere la tesi dell’Avvocato Michele Bonetti (vedasi provvedimento allegato) secondo cui, non vi deve essere distinzione tra i vari contingenti annuali nell’ambito dei trasferimenti.

Nel provvedimento di cui trattasi l’Organo Giudicate ha chiarito che “in relazione alla disponibilità di posti, deve essere ribadito che fra i diversi contingenti posti a concorso - quello destinato a cittadini comunitari e quello destinato a cittadini non comunitari - non sussiste alcuna rigida separazione, ove in esito alle prove residui capienza per taluni di essi.”

Inoltre il TAR, rilevata la sussistenza di tutti i requisiti da parte ricorrente, ha affermato che la sussistenza di posti disponibili presso l’Ateneo con riguardo al II anno costituisse una valida motivazione per confermare l’immatricolazione del ricorrente, pur avendo lo stesso presentato domanda per il trasferimento al III anno. Dunque, il Giudice Amministrativo sottolinea ancora una volta che, ai fini della sussistenza di posti disponibili, debba considerarsi l’intera corte degli anni di corso.

Con soddisfazione commenta l’Avv. Michele Bonetti: “Siamo lieti di aver ottenuto un altro provvedimento definitivo che sancisce l’immatricolazione del ricorrente basato sui principi per cui ci battiamo da anni e che, il Giudice Amministrativo ha fornito una corretta applicazione della L. n. 264/1999, che regola l’ingresso ai corsi ad accesso programmato, disponendo l’immatricolazione ad anni successivi al primo, in presenza di posti disponibili, anche se ad anni differenti da quello richiesto dal ricorrente”. Continua l’Avv. Bonetti “In questo momento particolare per il Paese, toccato dall’emergenza per la nota vicenda del Covid-19, a maggior ragione bisogna aprire gli accessi alla facoltà a numero chiuso, garantendo non solo il diritto allo studio ma anche il diritto alla salute dei cittadini che per anni hanno visto programmazioni sottostimate da parte degli Atenei e dai Ministeri dell’Università e della Salute”.

”.

Il Consiglio di Stato prosegue ad accogliere i ricorsi dei medici specializzandi patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il massimo organo della Giustizia Amministrativa, con plurimi provvedimenti favorevoli, si è espresso ai fini dell’ammissione dei medici ai posti delle scuole di specializzazione, da anni vacanti e mai riassegnati, riconoscendo dunque come non procrastinabile la necessità di procedere ad un aumento degli specializzandi. 

Nei provvedimenti resi difatti appare diretto il riferimento all’attuale emergenza sanitaria Covid-19, che vede impegnato tutto il personale medico e sanitario del Paese, ed alla conseguente esigenza di reclutare immediatamente ulteriori medici.

Come dichiarato dalla Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn nel proprio comunicato, i pronunciamenti del Consiglio di Stato che riassegnano i posti delle specializzazioni di anno in anno rimasti vacanti e non assegnati (circa 300 l’anno), rappresentano un importante traguardo, anche e soprattutto a motivo della contingente situazione che sta interessando l’Italia, e si auspica che le forze politiche si muovano nella direzione che possa condurre ad un aumento delle borse di specializzazione medica.

Commenta l’Avv. Bonetti “Siamo lieti di aver ottenuto un altro provvedimento che in realtà attendevamo già prima del diffondersi dell’emergenza Covid-19. Non si può nascondere che il collasso che sta toccando il nostro SSN in questo tragico contesto di emergenza sanitaria rappresenti la conseguenza anche dell’aver trascurato per anni settori fondamentali quali la sanità pubblica, l’istruzione nonché la ricerca scientifica. Ritengo perciò che sia fondamentale aprire gli accessi non solo alla facoltà di Medicina ma anche alla formazione post lauream e dunque alle specializzazioni mediche. In tal modo si garantisce non solo il diritto allo studio ma anche il diritto alla salute dei cittadini che per anni hanno visto programmazioni sottostimate da parte degli Atenei e dai Ministeri dell’Università e della Salute”.

In allegato e di seguito i link in cui è reperibile la news:

http://www.regioni.it/sanita/2020/03/19/coronavirus-consiglio-stato-accoglie-ricorsi-specializzandi-plauso-sindacati-607602/

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=82790

https://www.fpcgil.it/2020/03/19/coronavirus-fp-cgil-medici-ok-consiglio-di-stato-su-ricorso-specializzandi/

https://www.avvocatosantidelia.it/categoria/news/

http://avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2076-coronavirus-fp-cgil-medici-ok-consiglio-di-stato-su-ricorso-specializzandi-tra-le-motivazioni-la-necessita-di-reclutare-medici-per-l-emergenza-sanitaria

https://www.semprediritti.it/index.php/focus/item/790-coronavirus-fp-cgil-medici-ok-consiglio-di-stato-su-ricorso-specializzandi-tra-le-motivazioni-la-necessit%C3%A0-di-reclutare-medici-per-lemergenza-sanitaria

https://www.lavocedeldiritto.it/index.php/lavoro/item/923-consiglio-di-stato-si-all-ammissione-dei-medici-ai-posti-delle-scuole-di-specializzazione

http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/covid-consiglio-di-stato-ce-emergenza-scuole-specialita-ammettano-esclusi-a-borse-lasciate-vacanti/?xrtd=LXALLXLXLCYTPALXLRLTSLC

Al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, il Governo ha adottato e continua ad adottare numerose misure restrittive sull’intero territorio nazionale.

In particolare, trattasi del D.L. 23 febbraio 2020 n. 6 recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19» e ulteriori successive disposizioni attuative, che diventano sempre più stringenti e limitanti per tutta la popolazione, coinvolgendo settori, eventi e attività di ogni genere.

Con l’ulteriore Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020, viene estesa a tutto il territorio Nazionale “la sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e  delle  scuole di ogni ordine e  grado,  nonché  della  frequenza  delle  attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria” fino alla data del 3 aprile 2020.

Le scuole paritarie di infanzia e primaria, come è noto, rappresentano una parte fondamentale del sistema di istruzione del nostro Paese. Due bambini su 3, in Italia, frequentano gli asili privati o paritari e 1 su 5 frequenta le scuole elementari presso una scuola paritaria.

Dei 13.000 istituti scolastici italiani il 70% garantisce l’istruzione dell’infanzia, mentre il 15% della primaria e il restante 15% della secondaria di primo e secondo grado.

La sospensione dei servizi educativi ha creato non pochi disagi alle famiglie italiane che, ad oggi, si ritrovano ad aver già pagato interamente o parzialmente le rette scolastiche dei figli; alle quali devono aggiungersi tutti quei servizi “extra scolastici” quali la mensa, il trasporto scolastico e il servizio pre-post scuola.

Attualmente, le norme adottate per fronteggiare l’emergenza COVID-19, non riportano alcunché circa la possibilità per i genitori di sospendere il pagamento delle rette scolastiche né di richiedere il rimborso delle quote già versate.

Per fronteggiare tale problematica bisognerà, dunque, applicare i principi generali.

Il fondamento del diritto a chiedere il rimborso sta nelle “cause di forza maggiore” derivanti dal Corona Virus e dall’emergenza in corso che non permettono lo svolgimento delle prestazioni scolastiche già pagate.

La sopravvenuta impossibilità di ricevere la prestazione per la quale è stato già corrisposto il prezzo o parte di questo, realizza la conseguente risoluzione dell’accordo, ai sensi dell’ art. 1463 del codice civile, e il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quanto pagato e non usufruito a causa di forza maggiore.

Il tutto, facendo attenzione che lo stesso accordo scritto non contenga clausole che prevedano il pagamento della retta anche in caso di chiusura imposta da eventi esterni.

La frequenza delle scuole dell’infanzia e della primaria può non essere regolata da un accordo scritto ma da un pagamento di una quota di iscrizione e di una retta mensile.

In tal caso, l’interruzione della frequenza per causa di forza maggiore non sembra possa obbligare le famiglie al pagamento delle relative rette o a non rivedersi accreditati i pagamenti già versati a tal proposito, per un servizio che, al momento, gli istituti scolastici non possono garantire.

Al contrario, si paleserebbe un indebito arricchimento in capo a detti istituti nonché conseguenti disagi alla situazione patrimoniale di numerose famiglie italiane.

Lo Studio legale degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia, in allegato alla presente, dispone per i propri clienti una richiesta di sospensione del pagamento delle rette scolastiche, da inviare a mezzo pec o raccomandata a.r.

 

Roma, 19 marzo - "Accogliamo con favore il pronunciamento del Consiglio di Stato che accoglie i ricorsi di 50 medici per l'ammissione ai posti delle scuole di specializzazione vacanti da anni e mai riassegnati. Tra le motivazioni l'emergenza Covid-19 e la necessità di reclutare immediatamente medici". Così la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn in merito al pronunciamento del Consiglio di Stato che, con decreto 1210/2020 e altri decreti che si stanno susseguendo, ha accolto i ricorsi di 50 medici patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

"Parliamo di circa 300 posti persi ogni anno - precisa Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN -. Fondamentale è rilevare che tra le motivazioni si legge un chiaro riferimento all'emergenza Covid-19 e alla necessità del reclutamento immediato dei medici riassegnando i posti delle specializzazioni che anno dopo anno non sono stati coperti e che oggi contribuiscono a determinare i problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Il Consiglio di Stato, con un provvedimento illuminato a firma del Presidente Sergio Santoro della sesta sezione, ha quindi compreso la necessità urgente di aumentare gli specializzandi".

"Auspichiamo che presto il Governo proceda nella direzione di questa importante sentenza, dopo che nel decreto Cura Italia approvato ieri è scomparso l'articolo che prevedeva l'aumento dei posti di formazione specialistica dei medici. Un provvedimento che attendevamo già prima dell'esplosione dell'emergenza Covid-19 e che oggi si rivela ancora più necessario per dare ossigeno al SSN", conclude Filippi.

Si è conclusa con sentenza definitiva del TAR Lazio, l’annosa vicenda relativa alla rettifica della graduatoria di merito dei vincitori del concorso a cattedre bandito nell'anno 2016, relativa alla classe di concorso A046 (scienze giuridico-economiche), della Regione Lazio.


La vicenda, verteva sulla corretta applicazione della tabella di valutazione dei titoli e sulla possibilità, rivendicata da uno dei candidati, di voler impugnare detta tabella nonché i criteri di attribuzione dei punteggi, anche dopo l'espletamento del concorso e la pubblicazione della graduatoria definitiva.


Il TAR, condividendo nel merito la tesi dello studio legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ha confermato la correttezza formale e sostanziale della graduatoria e dei punteggi attribuiti in esatta applicazione della tabella "A", allegata al DM n. 94 del 2016 di indizione del concorso.


"Si è concluso, dopo oltre tre anni, un procedimento volto a determinare ex post i criteri di valutazione dei titoli - commenta l'Avvocato Michele Bonetti - oggi i nostri assisti, che avevano già ottenuto la corretta attribuzione del punteggio in graduatoria, hanno la certezza che la posizione che occupano da anni non verrà messa in discussione".

Gli Uffici Scolastici Provinciali hanno reinserito in GAE gli insegnanti illegittimamente depennati per effetto di provvedimenti non ancora definitivi e passati in giudicato.
Dal mese di febbraio, alcuni Uffici Scolastici avevano escluso dalle graduatorie ad esaurimento gli insegnanti inseriti con riserva processuale, con relativa revoca dei contratti o conversione degli stessi da tempo indeterminato a tempo determinato, pur in costanza di giudizi pendenti dinanzi al G.A.

Lo Studio Legale Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ha immediatamente agito in maniera stragiudiziale, provvedendo all’inoltro di apposite diffide nonché contestando l’illegittimità dell’esclusione dalle GAE dei ricorrenti, sottolineando che restano pienamente validi i provvedimenti cautelari già emessi i quali, pur se resi in giudizi ulteriori e diversi rispetto a quelli di “primo inserimento”, impongono la permanenza dei ricorrenti in graduatoria.

Sul punto anche il G.A. ha avuto modo di precisare che i depennamenti effettuati sono connotati da contraddittorietà nell’operato della P.A. in quanto posti in essere in violazione delle stesse indicazioni ministeriali che prevedevano l’esclusione solo per “quei docenti che abbiano ricevuto sentenze di merito sfavorevoli” (TAR Lecce), ossia esclusivamente per coloro che hanno una situazione giudiziaria definitiva e non per coloro che, come i nostri ricorrenti, sono ancora in attesa della definizione di merito dei giudizi pendenti.

In merito l’Avv. Bonetti si è espresso dichiarando che “molti degli USP interessati, a seguito dell’intervento del nostro Studio Legale hanno revocato i provvedimenti di depennamento dei nostri assistiti disponendo il reinserimento degli stessi in GAE e in I fascia delle graduatorie d’istituto. Un grande risultato, pertanto, anche in considerazione del fatto che gli stessi USP stanno ripristinando in toto la situazione antecedente all’intervenuto depennamento, in attesa della definizione nel merito dei giudizi”.

Lo studio, inoltre, sta monitorando la situazione in modo che anche gli altri Uffici interessati provvedano nello stesso senso.

Il TAR del Lazio è tornato a pronunciarsi sull’accesso ai corsi a numero programmato di Medicina e più precisamente sul ricorso, patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia, di uno studente che richiedeva il passaggio ad anni successivi al primo presso l’Università degli Studi Dell’Aquila.

Nel ricorso si deduceva in primis la violazione della L. n. 264/1999, la quale prevede che il superamento del test costituisce requisito di ammissione indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia, in aggiunta al diploma di scuola secondaria superiore, ma non anche per ottenere il trasferimento ad anni successivi al primo in presenza di posti disponibili.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva superato diversi esami riconoscibili al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Già con ordinanza cautelare del 22 marzo 2019, il TAR del Lazio accoglieva le ragioni difensive del ricorrente, alla luce dei principi interpretativi desumibili dalla nostra nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 28 gennaio 2015, disponendo, pertanto, l’immatricolazione con riserva del ricorrente.

Con la sentenza del 18 marzo 2020, il TAR ha confermato tale pronuncia, ribadendo con forza i principi statuiti dall’Adunanza Plenaria del 2015, ossia che “nessuno specifico requisito di ammissione, invece, è formalmente richiesto per i trasferimenti, disciplinati dall’art. 3, commi 8 e 9 del D.M. del 16 marzo 2007 (Determinazione delle classi di laurea magistrale): le citate norme si limitano infatti a disporre il riconoscimento dei crediti già maturati dagli studenti, in caso di passaggio non solo ad una diversa Università, ma anche ad un diverso corso di laurea”.

Pertanto, “solo per il primo accesso alla Facoltà, pertanto, appare ragionevole un accertamento della predisposizione agli studi da intraprendere, mentre per gli studenti già inseriti nel sistema (ovvero, già iscritti in Università italiane o straniere) può richiedersi soltanto una valutazione dell’impegno complessivo di apprendimento: impegno, dimostrato con l’acquisizione dei crediti, corrispondenti alle attività formative compiute”;

Secondo il TAR, i principi basilari sopra sintetizzati si adattavano perfettamente al caso di specie, ove il ricorrente aveva maturato in facoltà italiane diverse da Medicina e Chirurgia, crediti formativi “spendibili” in quest’ultima facoltà.

Inoltre, il TAR del Lazio si è pronunciato sull’ulteriore requisito della presenza di posti disponibili. Più in particolare, ha affermato che la sussistenza di posti disponibili presso l’Ateneo con riguardo al IV e V anno costituisse una valida motivazione per confermare l’immatricolazione del ricorrente, pur avendo lo stesso presentato domanda per il trasferimento al III anno. Dunque, il Giudice Amministrativo sottolinea ancora una volta che, ai fini della sussistenza di posti disponibili, debba considerarsi l’intera coorte dei VI anni di corso.

Non solo. Il TAR ha anche tenuto in giusta considerazione l’intervenuta immatricolazione al corso di laurea in Medicina a seguito dell’ordinanza cautelare, evidenziando che, “in ogni caso, l’ormai lunga frequenza del corso con lo svolgimento di tutte le attività formative previste dall’ordinamento degli studi, dimostra “ex post” l’adeguatezza della struttura all’accoglimento del candidato”.

Con soddisfazione commenta l’Avv. Michele Bonetti: “Siamo lieti di aver ottenuto un altro provvedimento definitivo che sancisce l’immatricolazione della ricorrente basato sui principi statuiti dall’Adunanza Plenaria n. 1/2015. Ancora una volta" conclude l'Avv. Bonetti "il Giudice Amministrativo ha fornito una corretta applicazione della L. n. 264/1999, che regola l’ingresso ai corsi ad accesso programmato, disponendo l’immatricolazione ad anni successivi al primo, in presenza di posti disponibili, di un soggetto che ha conseguito moltissimi CFU e, dunque, si è dimostrato ampiamente meritevole. In questo momento particolare per il Paese, toccato dall’emergenza per la nota vicenda del Covid-19, a maggior ragione bisogna aprire gli accessi alla facoltà di Medicina, garantendo non solo il diritto allo studio ma anche il diritto alla salute dei cittadini che per anni hanno visto programmazioni sottostimate da parte degli Atenei e dai Ministeri dell’Università e della Salute”.

Mercoledì, 11 Marzo 2020 10:24

Comunicazione – Emergenza COVID-19

Gentili Clienti,

lo studio legale Bonetti & partners & Bonetti-Delia segue con la massima attenzione lo sviluppo dell’emergenza sanitaria in corso e i diversi provvedimenti che vengono costantemente emanati, sia a livello centrale che locale, per il contenimento della diffusione del COVID-19.

In questo difficile contesto,  abbiamo ritenuto doveroso nei Vostri confronti, nella qualità di professionisti, adottare tutte le misure organizzative necessarie per garantire – comunque nel rispetto delle prescrizioni sanitarie diffuse dalle autorità pubbliche – la piena continuità dell'attività di assistenza legale fornite dal nostro Studio, con modalità alternative ma garantendo l’efficienza di cui questa temporanea situazione di emergenza necessita.

Qualora abbiate la necessità di fissare un appuntamento con lo studio per discutere di una questione di particolare importanza siamo disponibili, previo appuntamento, ad effettuare videochiamate Skype all’indirizzo avvocatomichelebonetti.it

Abbiamo adottato altresì ogni misura per garantire, sin dove possibile, la salute dei professionisti e del personale dello Studio e, come detto, abbiamo adottato tutte le cautele più opportune e adeguate per scongiurare ogni rischio rispetto all’emergenza sanitaria in atto, il che ci consente di essere operativi tutti i giorni.

Il nostro Studio rimane quindi a Vostra piena disposizione per ogni eventuale necessità nonostante queste circostanze eccezionali, attraverso tutti gli strumenti digitali da noi forniti e messi a Vostra completa disposizione per garantire una comunicazione diretta con tutti i professionisti dello Studio.

Siamo, pertanto,reperibili direttamente via e-mail al nostro indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., nonché telefonicamente nei consueti orari di ufficioai numeri di telefono 39 06.3728853 | +39 06.39749383 | +39 06.39737480 | +39 06. 39740882 39 349.4216026 - +39 391.3766108

 

Con i nostri migliori saluti,

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