Visualizza articoli per tag: accoglimento http://webamail.avvocatomichelebonetti.it Tue, 20 Oct 2020 17:53:35 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it CONSIGLIO DI STATO: ATTUALE NUMERO CHIUSO PER L’ACCESSO A MEDICINA “FRUSTRA LE ASPETTATIVE DEI CANDIDATI”. SERVE CAMBIAMENTO. http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2217-consiglio-di-stato-attuale-numero-chiuso-per-l-accesso-a-medicina-frustra-le-aspettative-dei-candidati-serve-cambiamento http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2217-consiglio-di-stato-attuale-numero-chiuso-per-l-accesso-a-medicina-frustra-le-aspettative-dei-candidati-serve-cambiamento CONSIGLIO DI STATO: ATTUALE NUMERO CHIUSO PER L’ACCESSO A MEDICINA “FRUSTRA LE ASPETTATIVE DEI CANDIDATI”. SERVE CAMBIAMENTO.

Il Consiglio di Stato ha definitivamente annullato la procedura di programmazione ministeriale sui posti per l’accesso a Medicina e Odontoiatria: “gli Atenei ed il Ministero dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”. Si tratta di una lunga e tortuosa battaglia giudiziaria invero iniziata da oltre un decennio con l’ampia segnalazione svolta innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, sin dal 2009, aveva segnalato gli evidenti vizi della procedura di individuazione del numero dei posti eccessivamente ristretta e ben al di sotto delle reali potenzialità di formazione degli studenti.

Negli anni a seguire, anche in ragione dell’accoglimento di altri vizi della procedura sui ricorsi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia, quali tra i più eclatanti quello sulla necessità di attivare la graduatoria nazionale (che dal 2013 è diventata la regola a seguito della rimessione della questione alla Corte Costituzionale da parte del Consiglio di Stato), la violazione dell’anonimato (negli anni 2013 e 2014 con la vittoria degli studenti innanzi all’Adunanza Plenaria) e la saturazione di tutti i posti disponibili (2015 e 2016 con l’annullamento dei Decreti Ministeriali di tali anni), il vizio rimase sullo sfondo e non direttamente affrontato dalla giurisprudenza.

Dal 2017, tuttavia, il Consiglio di Stato valorizzando le tesi difensive dei due studi legali (Bonetti&Delia e Pellegrini Quarantotti) che hanno assistito migliaia di studenti esclusi, stigmatizzava le scelte ministeriali evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri”.

Oggi giunge la sentenza di merito n. 5429/2020, sul giudizio patrocinato dall’Avv. Cristiano Pellegrini Quarantotti, conclusiva dei giudizi con la quale il Consiglio ha più diffusamente esplicitato la propria posizione stigmatizzando, duramente, le scelte del Ministero e lanciando un monito per il futuro del numero chiuso in Italia.

“Sfugge infatti, né è ben spiegata la ragione per cui, nel breve volgere di sette mesi, per l’anno accademico successivo, il sistema universitario ha rinvenuto una capacità ricettiva coeteris paribus nuova per quasi duemila posti in più rispetto al precedente”. Che diventeranno poi 4 mila se riferiti all’anno 2020/21. “Ciò comporta senz’altro, a pena di fornire oggi dati astratti o non veritieri, l’esistenza d’una corrispondente capacità ricettiva pregressa e facilmente disponibile, tale, quindi, non solo da giustificare l’ingresso dei nuovi studenti, ma pure da dimostrare l’attitudine dei diversi Atenei, ove più ove meno, ad riceverli anche [in precedenza]”.

A differenza di quanto sinora accaduto, il Consiglio di Stato ha ribadito “che è stretta ed autonoma competenza del Ministero e non del sistema universitario di valutare l’essenza e l’efficacia dell’offerta potenziale anno per anno” e non acriticamente recepirlo. Al contrario, stante l’evidente carenza di medici ed il peculiare contesto storico possono “imporsi anche nuove modalità, anche mediante l’innovazione tecnologica, di utilizzazione delle medesime strutture fino a che non venga compromessa l’adeguatezza della formazione”.

Un sistema come quello messo in piedi dal Ministero, dunque, “frustra le aspettative dei candidati (come, del resto, il contenuto dei quesiti somministrati perlopiù non congruenti con i saperi appresi nella Scuola superiore), si manifesta in una condotta istruttoria carente nel confezionamento del numero dei posti a concorso e nei metodi di selezione, sì da restare arcani e ad alimentare oltremodo il perenne contenzioso scolastico. Sicché gli Atenei ed il Ministero dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”.

E’ oggi dimostrato, dunque, che l’enorme carenza di personale medico che il Ministro della Salute non ha esitato a definire drammatico con il comunicato del settembre 2018, è frutto di un’istruttoria sulle immatricolazioni totalmente errato che ha aggravato l’attuale problematica dell’imbuto formativo.

La nostra tesi, oggi accolta dal Consiglio di Stato, difatti, concludono gli Avvocati Bonetti, Delia e Pellegrini Quarantotti “ha dimostrato che nonostante gli Atenei potessero formare ben più studenti, stante la volontà dichiaratamente politica di non finanziare più borse di studio, si è attuata una lenta e costante politica di sottoutilizzazione delle risorse di Ateneo utile ad evitare alle strategie politiche di investire sempre meno sulle successive borse di studio. Il decremento di ammissioni, nonostante i tanti studenti che si cimentano al test, difatti, non è affatto giustificato dalle carenti risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei, ma solo sulla base di tali scelte per nulla compatibili con il diritto costituzionalmente garantito allo studio. Per noi, chiudono i legali, è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare”.

È evidente che la sentenza in questione, ponendo dei principi giurisprudenziali chiari in materia, avrà un grande impatto anche sui ricorsi 2020/2021, in quanto anche la determinazione del numero dei posti per il concorso svoltosi quest’anno risulta essere stata fatta senza il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa vigente.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Mon, 28 Sep 2020 10:54:34 +0000
NUMERO CHIUSO: DIMOSTRATA L’ESISTENZA DI DOMANDE ERRATE. MINISTERO CONDANNATO DAL TAR LAZIO. LA STORIA SI RIPETE, A PAGARNE LE SPESE, ANCORA UNA VOLTA GLI STUDENTI. http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2202-numero-chiuso-dimostrata-l-esistenza-di-domande-errate-ministero-condannato-dal-tar-lazio-la-storia-si-ripete-a-pagarne-le-spese-ancora-una-volta-gli-studenti http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2202-numero-chiuso-dimostrata-l-esistenza-di-domande-errate-ministero-condannato-dal-tar-lazio-la-storia-si-ripete-a-pagarne-le-spese-ancora-una-volta-gli-studenti NUMERO CHIUSO: DIMOSTRATA L’ESISTENZA DI DOMANDE ERRATE. MINISTERO CONDANNATO DAL TAR LAZIO. LA STORIA SI RIPETE, A PAGARNE LE SPESE, ANCORA UNA VOLTA GLI STUDENTI.

La pronuncia in commento mette in luce gli errori commessi durante i test per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, relativi all’a.a. 2018/2019; in quell’anno la domanda incriminata era la numero 33.

“La prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti che presentano cinque opzioni di risposta, tra cui il candidato ne deve individuare una soltanto, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili.”

Il fatto che su cinque risposte una sola debba essere esatta e quattro sbagliate è la regola che governa tutti i test di ammissione per i Corsi di Laurea ad accesso programmato, e come tale garanzia di egual trattamento per ciascun candidato.

Ne consegue che qualsiasi violazione di tale regola, anche solo rispetto ad un singolo quesito, comporti inevitabilmente conseguenze sulla prova di tutti i candidati essendo spesso impossibile rendicontare, ex post, quanto ha inciso l’esistenza di tali quesiti errati su una prova in cui spesso l’ammissione o l’esclusione si gioca in un fazzoletto di punti.

Il Ministero che ha il solo dovere, anche morale, di somministrare una prova priva di errori, invece, continua a dimostrare, di anno in anno, di non riuscire a garantire una prova scevra di errori.

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e confermato che anche nella prova dello scorso anno vi erano errori. Come, vi anticipiamo, ci sono quest’anno. Per l’ennesima volta, come avviene con immancabile precisione dal 1999, l’ennesimo errore, da parte della Commissione nominata dal Ministero per elaborazione dei predetti test.

La condanna che arriva oggi ad opera del T.A.R, grava ancora una volta sul M.I.U.R, e risulta quanto mai attuale, a pochi giorni dalla celebrazione del nuovo test.

L’Avv. Michele Bonetti ha commentato la vicenda accaduta dichiarando “lascia sconcerti che, in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali. Su due delle domande somministrate per il test d’accesso al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, per l’a.a 2018/2019, l’istruttoria che ha portato alla pronuncia di accoglimento de quo, ha messo in luce delle irregolarità. Si tratta di due domande che possono decidere le sorti del candidato”. A pagarne le spese sono tutti i candidati che hanno optato per l’unica vera soluzione corretta, ovvero non rispondere, riscontrato così documentalmente che non vi era un’unica risposta corretta.

In diversi anni, peraltro, lo stesso Ministero non è insolito – che a fronte di errori analoghi – si regoli in maniera differente.

Qualche esempio?

Nelle procedure concorsuali del 2007, 2008, e 2016, solo per citare i casi più noti, ha sempre optato per l’annullamento dei quesiti con duplice risposta e solo una volta (nel 2013), per l’approccio di cui in commento, e anche in quel caso, ricorda l’Avv. Michele Bonetti, “il nostro studio ottenne dal Consiglio di Stato l’accoglimento della tesi a favore dell’annullamento dei quesiti, rispetto ai quali era impossibile individuare una sola risposta, scartando le conclusioni errate, arbitrarie o meno probabili, e la graduatoria venne conseguentemente riformata”.

Ad una settimana dai test per i corsi ad accesso programmato per l’a.a 2020/21, diverse sono le segnalazioni giunte al nostro studio, in relazione a numerose anomalie balzate all’occhio attento di numerosi candidati, che hanno a disposizione novanta minuti, in cui giocano il tutto per tutto!

Quanto a Veterinaria, quasi come un video che si riavvolge, davanti agli occhi increduli di studenti, spettatori inconsapevoli, ci troviamo di fronte ad un errore clamoroso.

Le anomalie segnalate sono ben due: una evidente, riguarderebbe, proprio come nella vicenda in narrativa, un quesito rispetto al quale le risposte esatte – tra le cinque opzioni fornite – sarebbero ben tre, quindi la regola della necessità che soltanto una sia la soluzione corretta, astrattamente valida, sarebbe stata concretamente disattesa (ancora una volta!); per un’altra domanda, invece, c’era la risposta giusta, che non è quella indicata dal M.I.U.R.

Sul tema si espresse nel 2004, dopo 5 anni dal conio del test di ammissione, il TAR, scrivendo: “lascia sconcerti che per l’ennesima volta si rintraccino errori nel test”. “Errori che, dopo oltre un decennio, continuano ad esserci”, aggiunge l’Avv. Bonetti, il quale sottolinea: “non appena il quadro sarà più chiaro, a graduatorie pubblicate, ove dovessero essere confermate le anomalie suesposte, il nostro studio, come accade ormai da anni, sì dice pronto ad accogliere le istanze di tutti gli studenti che non hanno nessuna voglia di essere per l’ennesima volta penalizzati da errori che potevano e dovevano essere evitati dal M.I.U.R e dalla Commissione incaricata di elaborare i quesiti”.

Quale sarà questa volta la posizione del M.I.U.R, quante alle numerose anomalie segnalate?

Qualunque sia quella che ci verrà riservata vi saranno sempre dei soggetti penalizzati giacchè gli errori sono comunque forieri di danni più o meno ampi per una più o meno ampia platea di concorrenti che potremo tutelare grazie ad azioni giudiziali mirate.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Wed, 09 Sep 2020 09:44:08 +0000
CONSIGLIO DI STATO: ACCOLTI GLI APPELLI SULL’ACCESSO AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2181-consiglio-di-stato-accolti-gli-appelli-sull-accesso-al-corso-di-laurea-in-medicina http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2181-consiglio-di-stato-accolti-gli-appelli-sull-accesso-al-corso-di-laurea-in-medicina CONSIGLIO DI STATO: ACCOLTI GLI APPELLI SULL’ACCESSO AL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA

Il Consiglio di Stato si è pronunciato sui ricorsi incardinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, i quali, ormai da anni, censurano, non soltanto le modalità di svolgimento dei test ad accesso programmato (nel caso oggi rappresentato relativo ai Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia) e la manifesta irrazionalità nella scelta dei quesiti da parte del Ministero, ma anche tutti gli aspetti relativi alla disponibilità dei posti messi a bando anno dopo anno.

Il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa ha accolto gli appelli evidenziando che,  come accaduto lo scorso anno, il Ministero deve procedere ad assegnare gli oltre 1300 posti banditi in più nel nuovo anno accademico ai ricorrenti vittoriosi. Si è rivelata decisiva, dunque, la vittoria che, anche lo scorso anno, aveva visto lo studio Bonetti & Delia giungere per primo all’accoglimento. Secondo il Consiglio di Stato, “sussiste il lamentato danno in capo all’appellante, sì da suggerire la necessità che il Ministero, anche alla luce della proficua ed operosa esperienza maturata alla luce dei decisa cautelari della Sezione in analoga vicenda per il precedente anno accademico, accerti e proceda allo scorrimento della graduatoria unica nazionale, a favore dei candidati”.

Il Consiglio di Stato, per ciò che concerne la precedente giurisprudenza, oltre a contestare la legittimità di alcuni quesiti rilevava che “l’oggetto del giudizio s’incentra sulla legittimità – sub specie della ragionevolezza ed adeguatezza – del procedimento relativo alla programmazione complessiva dei posti effettivamente disponibili ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria”, contestando l’operato dell’Amministrazione sul numero dei posti banditi, scelta che si è rilevata scellerata, negli anni, in considerazione anche che a causa dell’emergenza “Coronavirus” è emersa una palese carenza di medici e personale sanitario in genere.

Già per i test ad accesso programmato relativi all’anno accademico 2020-21, il Ministero, nelle scorse settimane, ha deciso di implementare i posti disponibili per i Corsi di Laurea ad Accesso programmato e, questa scelta, non può che confermare le doglianze rappresentate dai legali Bonetti e Delia e di quanto lamentato dai ricorrenti, oggi vittoriosi.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Thu, 06 Aug 2020 14:56:24 +0000
VINTI I RICORSI SUL PROFILO DELLA MANCATA CONFERMA DI INTERESSE: IL CDS ORDINA L’IMMATRICOLAZIONE DEI NOSTRI RICORRENTI http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2170-vinti-i-ricorsi-sul-profilo-della-mancata-conferma-di-interesse-il-cds-ordina-l-immatricolazione-dei-nostri-ricorrenti http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2170-vinti-i-ricorsi-sul-profilo-della-mancata-conferma-di-interesse-il-cds-ordina-l-immatricolazione-dei-nostri-ricorrenti VINTI I RICORSI SUL PROFILO DELLA MANCATA CONFERMA DI INTERESSE: IL CDS ORDINA L’IMMATRICOLAZIONE DEI NOSTRI RICORRENTI

È stato pubblicato oggi un nuovo ed importantissimo provvedimento, a firma dell’Ecc.mo Presidente del Consiglio di Stato, con il quale si introduce un’importante apertura in tema di accesso programmato ai corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria.

Trattasi di un’ordinanza cautelare in cui il Supremo Collegio prende posizione in maniera netta ed innovativa sulla nota questione della decadenza dalle graduatorie per non aver effettuato la conferma di interesse disciplinata dall’art. 10 del D.M. n. 337/2018.

Con il provvedimento viene accolto il ricorso collettivo patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, consentendo l’immatricolazione con riserva ai ricorrenti con punteggio elevato conseguito ai test.

Il tema è sempre quello della mancata assegnazione dei posti disponibili e non banditi, già accolto con ordinanze e sentenze del G.A.

Nel caso di specie, viene affermato che “la Sezione tuttavia non ravvisa gli estremi della decadenza ex art. 10 lett. d) del D.M. n. 337/2018, sul rilievo che il mancato adempimento all’onere di conferma dell’interesse a rimanere nella graduatoria deve risultare da prova certa (…) prova che però nella specie non è stata data”.

È dunque onere del Ministero dimostrare che l’intervenuta decadenza sia imputabile al candidato che ha proposto ricorso, imponendo l’obbligo di un avviso formale ai sensi della legge sul procedimento amministrativo. Non basta dunque il semplice rilievo processuale dell’eccezione di decadenza “ed è appena il caso di rilevare che l’Amministrazione invoca la decadenza del candidato per la prima volta in questa sede, senza averla mai prima contestata all’interessata, in spregio dell’art. 10-bis della legge 241 del 1990”.

La rilevanza del pronunciamento, secondo l’Avv. Michele Bonetti è che “trattasi di una nuova giurisprudenza del Supremo Consiglio di Stato, resa in grado di appello sul ricorso avanzato contro i test a numero chiuso, che può aprire la strada ai ricorrenti che incolpevolmente risultano decaduti. Inoltre, in questo periodo molto particolare e alla luce della grave emergenza sanitaria che stiamo vivendo, è chiaro che vadano ridefinite molte delle norme che limitano l’accesso al modo universitario”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Thu, 23 Jul 2020 16:10:44 +0000
ACCOLTA LA DOMANDA PER LA BORSA DI SPECIALIZZAZIONE AL CONSIGLIO DI STATO http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/2150-accolta-la-domanda-per-la-borsa-di-specializzazione-al-consiglio-di-stato http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/2150-accolta-la-domanda-per-la-borsa-di-specializzazione-al-consiglio-di-stato ACCOLTA LA DOMANDA PER LA BORSA DI SPECIALIZZAZIONE AL CONSIGLIO DI STATO

Si è pronunciato in questi giorni il Consiglio di Stato sul tema delle specializzazioni mediche riconoscendo il “diritto alla borsa e alla remunerazione relative, dovute in relazione all’attività in svolgimento” relativamente ad una ricorrente ammessa in sovrannumero al concorso per le specializzazioni.

L’Avv. Michele Bonetti – founder dello Studio Legale Bonetti&Delia - commenta il provvedimento rilevando come la pronuncia rivesta anche interessanti profili procedurali: “Il Consiglio di Stato, in questo caso, non si è limitato all’accoglimento della domanda cautelare, ma ha altresì riconosciuto che la ricorrente è “ormai pienamente inserita nei corsi di specializzazione, potendosi dunque dichiarare l’intervenuta cessazione della materia del contendere, mantenendo ferma l’immatricolazione” e il diritto alla borsa nonostante l’ammissione sovrannumeraria”.

L’accoglimento nel giudizio di appello conclude il grado di giudizio tutelando il diritto di una studentessa affetta da disabilità che si era sottoposta ai test per l’accesso alle specializzazioni mediche senza l’ausilio degli strumenti idonei a compensare la grave condizione personale.

Il Consiglio di Stato ha valutato la domanda della ricorrente confermando l’illuminante decisione resa in fase d’urgenza e volta all’iscrizione sovrannumeraria nelle Scuole di Specializzazione. Nel caso posto all’esame del Supremo Consesso si trattava di un’aspirante dottoressa con disabilità a cui il Ministero dell’Università e della Ricerca aveva negato il diritto ad un test d’accesso idoneo alla propria disabilità che le consentisse di partecipare paritariamente con gli altri candidati.

Viene in questo modo ristabilito il giusto equilibrio degli interessi coinvolti nella vicenda, restituendo una concreta possibilità di formazione ad una giovane specializzanda ingiustamente lesa nei propri diritti fondamentali allo studio ed alla formazione.

La ricorrente riceverà pertanto anche l’erogazione della borsa per gli anni di specializzazione al pari dei suoi colleghi, parità che le era stata negata e che oggi il Consiglio di Stato ha ristabilito con una giusta pronuncia.

La cessazione della materia del contendere è una pronuncia che, nel caso di specie, stabilizza gli effetti della decisione cautelare prendendo atto dell’adeguamento spontaneo dell’Amministrazione al nuovo contesto sostanziale. Pertanto, una pronuncia di improcedibilità della domanda sul presupposto del mutato assetto di interessi tale per cui non vi è più interesse per l’Amministrazione a resistere nel giudizio.

Nel merito della vicenda, dove si intrecciano valori costituzionali alla salute, allo studio, alla solidarietà e uguaglianza tra i cittadini, è chiara l’attenzione del Consiglio di Stato nel tutelare anche le posizioni dei soggetti più deboli che si trovino ad essere lesi nei propri diritti fondamentali.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Specializzazioni mediche Fri, 12 Jun 2020 14:04:07 +0000
La bocciatura a scuola tra divieto di legge e comportamento processuale dell’amministrazione: commento all’Ordinanza del Consiglio di Stato del 10 febbraio 2020 http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2065-la-bocciatura-a-scuola-tra-divieto-di-legge-e-comportamento-processuale-dell-amministrazione-commento-all-ordinanza-del-consiglio-di-stato-del-10-febbraio-2020 http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2065-la-bocciatura-a-scuola-tra-divieto-di-legge-e-comportamento-processuale-dell-amministrazione-commento-all-ordinanza-del-consiglio-di-stato-del-10-febbraio-2020 La bocciatura a scuola tra divieto di legge e comportamento processuale dell’amministrazione: commento all’Ordinanza del Consiglio di Stato del 10 febbraio 2020

Ci troviamo a commentare un’ordinanza del Supremo Consiglio, di recentissima pubblicazione, con rilevanza non solo sul merito della questione, che di seguito si analizzerà, ma che lascia spunti anche di carattere processual amministrativo.

Quello che i Giudici di Palazzo Spada hanno sancito è un principio, già in precedenza esplicitato dalla magistratura amministrativa (http://www.semprediritti.it/index.php/aree-di-interesse/scuola-e-universita/item/728-se-la-bocciatura-a-scuola-arriva-dinanzi-ai-giudici-la-dura-verit%C3%A0-di-provare-a-far-rispettare-le-leggi), di massima tutela per i giovanisimi studenti della scuola di primo grado.

Il tema è quello delle bocciature nella scuola primaria, molto delicato in quanto in questa particolare fase della crescita e formazione scolastica l’alunno può trovarsi nella difficoltà di dover afforontare un percorso non sempre caratterizzato da un rendimento omogeneo.

Su tale presupposto la legge, ed in particolare il D.lgs. 13 aprile 2017 n. 62 e la Circolare n.1865 del 10.10.2017, si preoccupa di dettare regole di favore per lo studente della scuola media. Il consiglio di classe è obbligato a tenere in considerazione periodi scolastici ampi per decretare l’eventuale bocciatura. In ogni caso si accorda preferenza a strumenti alternativi e meno invasivi della bocciatura per consentire all’alunno di recuperare le lacune anche in più materie.

Il caso in esame, per l’appunto, concerne un giudizio (illegittimo) del consiglio di classe di mancata ammissione all’esame di terza media, adottato considerando il solo arco temporale dell’ultimo quadrimestre dell’ultimo anno scolastico.

Gli spunti critici ulteriori sulla vicenda nascono, però, dal rilievo effettuato dal Consiglio di Stato circa il comportamento tenuto dall’Amministrazione nel processo.

Evidenzia il Collegio giudicante che, nonostante il provvedimento (ovvero, la bocciatura) si fondasse dichiaratamente sull’analisi del “secondo quadrimestre”, la difesa dell’Amministrazione aveva in realtà affermato una diversa e contrastante ricostruzione dei fatti. Per la prima volta nel corso del giudizio, infatti, emergeva la deduzione che la mancata ammissione all’esame avesse alla base una valutazione operata sull’intero arco scolastico dell’alunna e che le lacune si riferissero, dunque, ad una condizione insanabile su tutto il triennio.

Tra l’altro il provvedimento ben si adatta al caso di specie considerando la circostanza che la media dei voti era prossima alla sufficienza e che, nei fatti, in sole due materie vi fossero insufficienze (di cui una non grave).

Non è mancata la chiara presa di posizione del Supremo Collegio. Vi è una contraddizione insanabile tra quanto affermato nell’atto amministrativo impugnato e le deduzioni difensive prodotte dall’Amministrazione in appello.

Nel caso di specie, dagli atti procedimentali della scuola emergeva la sola considerazione del quadrimestre “incriminato”, mentre ciò che veniva dichiarato (e che non risultava agli atti) concerneva una presunta analisi più ampia, come impone la giurisprudenza maggioritaria in materia.

Quello che viene sancito, oltre all’importanza della pronuncia per la tutela degli interessi dei soggetti coinvolti, è un’applicazione peculiare dei poteri valutativi del giudice. Nella fattispecie è risultato decisivo il comportamento processuale tenuto dalla parte pubblica, difesasi con argomentazioni aggiuntive e contrastanti rispetto al contenuto dell’atto amministrativo emanato.

L’acuta osservazione dell’Ordinanza rielabora in chiave tecnica e garantista i principi di cui all’art. 114 c.p.c., fatti propri dal c.p.a. con l’art. 64, che considera il comportamento processuale un argomento di prova.

L’antitesi tra la posizione della difesa erariale e l’atto amministrativo, in un contesto pubblicistico come quello di specie, che verte in tema di diritti costituzionali e beni della vita, non può che portare alle condivisibili deduzioni dell’Ordinanza del Consiglio di Stato.

Nel processo amministrativo rilevano, dunque, le deduzioni svolte dalla parte pubblica in quanto in contraddizione con le motivazioni del provvedimento amministrativo.

La contraddizione tra la motivazione addotta dalla difesa dell’Amministrazione e quella presente nel provvedimento impugnato impone, come condivisibile, il riesame invocato nel giudizio per il tramite di un’istanza cautelare, nel caso di specie, finalizzata alla rinnovazione del giudizio di ammissione.

In tal modo il pronunciamento pare collocarsi in linea con le ordinanze propulsive tramite le quali il Giudice Amministrativo, in sede collegiale, può sollecitare un’attività della P.A.; e così, con la misura cautelare del riesame, o di remand, non si sospendono semplicemente gli effetti del provvedimento impugnato, ma in modo equilibrato il Giudice di seconde cure in sede collegiale richiede all’Amministrazione di riesaminare la questione e di rideterminarsi.

Il piccolo studente ed i suoi genitori vedranno, grazie al provvedimento in analisi, una riforma del giudizio comminato dalla scuola in senso conforme alle norme di legge.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 14 Feb 2020 08:58:45 +0000
ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'. http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/2058-abuso-dei-contratti-a-termine-nei-confronti-dei-lavoratori-dell-ateneo-di-sassari-la-corte-di-appello-di-sassari-condanna-l-universita ABUSO DEI CONTRATTI A TERMINE NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI DELL’ATENEO DI SASSARI: LA CORTE DI APPELLO DI SASSARI CONDANNA L’UNIVERSITA'.

La Corte di Appello di Sassari ha accolto il ricorso presentato da alcuni lavoratori tecnico – amministrativi per il riconoscimento della sussistenza di un contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato instaurato con l’Università degli Studi di Sassari.

Nello specifico, trattasi di lavoratori che da molti anni svolgevano mansioni identiche e connotate dai caratteri della subordinazione presso gli Uffici universitari, assunti tuttavia dall’Ateneo mediante varie tipologie contrattuali (anche di lavoro autonomo) in luogo di contratti di lavoro subordinati. Si chiedeva così all’On.le Giudice adito di dichiararne l’illegittimità per simulazione, considerato che al diverso nomen di ogni singolo contratto corrispondeva sempre il medesimo rapporto di lavoro subordinato.

Peraltro, nell’ultima fase del rapporto lavorativo, l’Amministrazione stipulava con i ricorrenti contratti a tempo determinato protratti per oltre 36 mesi, nonostante non sussistessero nella realtà i requisiti di cui all’art. 4, co. 1 del D.lgs. n. 368/2001.  A differenza di quanto sostenuto dall’Università, infatti, le relative esigenze organizzative non potevano considerarsi eccezionali – alla stregua di quanto previsto dalla disposizione citata - bensì stabili e durature, fronteggiabili solamente con l’assunzione di lavoratori regolarmente inseriti nell’organico amministrativo e demandati a svolgere determinati compiti e specifiche funzioni, in modi e tempi stabiliti dalla parte datoriale.

Di conseguenza, i singoli lavoratori richiedevano alla parte datoriale formale stabilizzazione della propria posizione lavorativa che, tuttavia, veniva loro negata mediante decisione impugnata, innanzi al Giudice del Lavoro competente, unitamente a tutti i contratti simulati già sottoscritti.

A differenza del Giudice di prime cure che si pronunciava con sentenza negativa, la Corte di Appello di Sassari ha accolto la tesi prospettata dallo Studio Legale Michele Bonetti&Partners, difensore dei lavoratori, dichiarando “in riforma della sentenza appellata, l’illegittimità dei rapporti contrattuali intercorsi tra le parti dal […] al […]; per l’effetto, condanna l’Università degli Studi di Sassari, in persona del legale rappresentante, al risarcimento del danno all’appellante nella misura pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.

Trattasi di una pronuncia molto importante resa a tutela dei diritti dei lavoratori e che censura fortemente l’utilizzo indiscriminato ed arbitrario di forme contrattuali illegittime da parte della pubblica amministrazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 21 Jan 2020 16:12:04 +0000
DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE

In data 03 gennaio 2020 il T.A.R. del Lazio pubblica un’importante sentenza di merito, ancora una volta, relativa al concorso nazionale per l’abilitazione a professori universitari.

La sentenza, tra i primissimi provvedimenti del nuovo anno, pone l’accento sulla necessarietà di un’adeguata motivazione del provvedimento adottato dalle Commissioni, dunque su uno dei requisiti dell’atto amministrativo, nei giudizi per conseguire l’abilitazione nazionale.

Secondo il Tribunale di Roma la valutazione adottata dal MIUR sarebbe stata viziata da una “palese parzialità”, avendo la Commissione giudicato solo su alcuni aspetti del curriculum scientifico della candidata in questione e senza una congrua motivazione imposta dalla legge.

La candidata, in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando di selezione, aveva ottenuto un giudizio negativo frutto di un’apodittica comparazione tra il proprio curriculum scientifico- professionale e quello di un’altra candidata. Per i due candidati, di cui venivano posti a confronto i curricula, i medesimi lavori frutto della ricerca scientifica, anche svolta in collaborazione, venivano valutati in maniera opposta, concedendo l’abilitazione solo ad una delle due. La commissione di concorso non aveva opportunamente valutato parte delle pubblicazioni in cui era ricavabile il contributo personale della ricercatrice, fermandosi al solo confronto negativo su alcuni lavori.

La parzialità della motivazione resa comporta l’illegittimità del giudizio e l’annullabilità del provvedimento amministrativo, integrando la violazione di legge e, nello specifico, dell’art. 3 della legge n. 241/90.

Nel caso delle procedure abilitative in questione, ha sottolineato il Giudice Amministrativo, “occorre procedere sia ad una sintetica descrizione delle pubblicazioni presentate sia ad un sintetico esame delle stesse, che non tutte le Commissioni svolgono, ed individuare chiaramente le ragioni che hanno giustificato la formulazione del giudizio negativo”.

È evidente che quanto opportunamente evidenziato dall’Organo di Giustizia Amministrativa sia frutto di una molteplicità e varietà di problematiche riscontrabili in una procedura tanto complessa, come quella che ha riguardato la pronuncia qui in esame. Da tali problematiche non è insolito ricavare vizi della procedura che possano comportare l’annullamento con l’effetto di una nuova e corretta valutazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 08 Jan 2020 09:49:10 +0000
CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO A FAVORE DEGLI STUDENTI DELLA FACOLTA' DI SCIENZE DELL'ARCHITETTURA. http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2053-contro-tutte-le-soglie-dei-corsi-di-laurea-il-tar-accoglie-il-ricorso-a-favore-degli-studenti-della-facolta-di-scienze-dell-architettura http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2053-contro-tutte-le-soglie-dei-corsi-di-laurea-il-tar-accoglie-il-ricorso-a-favore-degli-studenti-della-facolta-di-scienze-dell-architettura CONTRO TUTTE LE SOGLIE DEI CORSI DI LAUREA: IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO A FAVORE DEGLI STUDENTI DELLA FACOLTA' DI SCIENZE DELL'ARCHITETTURA.

Il T.A.R. per il Lazio, mediante Ordinanza cautelare n. 8458/2019, dichiara illegittima l’imposizione di una soglia minima di punteggio per l’accesso alla facoltà di Scienze dell’Architettura che non consenta la copertura di tutti i posti universitari banditi mediante scorrimento o integrazione della graduatoria.

Nel caso di specie, l’Università di Cagliari aveva bandito complessivi 118 posti per l’a.a. 2019/2020 presso la facoltà di Scienze dell’Architettura, limitando l’immatricolazione ai soli studenti che avessero totalizzato un minimo di 20 punti all’esito della prova selettiva. Solamente 76 candidati avevano poi raggiunto tale soglia e dunque 42 posti rimanevano vuoti e non redistribuiti.

L’Avvocato Michele Bonetti, founder dello studio legale Michele Bonetti e Santi Delia, mediante il ricorso avanzato a tutela di alcuni degli esclusi, censurava la mancata ridistribuzione dei posti rimasti liberi a seguito dell’istituzione della soglia minima di 20 punti per irragionevolezza ed erronea applicazione della legge 2 agosto 1999, n. 264 (legge istitutiva del c.d. numero chiuso universitario), oltre che per violazione degli artt. 2, 4, 33 e 34 della Costituzione.

Il TAR adito, con la decisione in commento, accoglie l’azione chiarendo che la ratio dell’accesso programmato è da rintracciare nella “mera necessità di contenere le immatricolazioni, in presenza di un numero di aspiranti superiore alle capacità formative degli Atenei”.

Sostanzialmente, chiarisce che il limite numerico imposto alle immatricolazioni risulta legittimo solo se funzionale a garantire un adeguato standard di formazione professionale: facoltà, come quella di Scienze dell’Architettura, includono nel percorso formativo l’utilizzo di attrezzature specialistiche e l’espletamento di periodi di sperimentazione pratica che implicano limiti fisiologici dell’offerta, corrispondenti a un numero massimo di studenti da accogliere presso la struttura accademica.

In questo senso, “le prove selettive previste non costituiscono titolo ulteriore, rispetto al diploma di scuola secondaria superiore, quale titolo di studio necessario e sufficiente per l’accesso all’Università, a norma dell’art. 6 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270” e, dunque, l’individuazione di un punteggio minimo per l’immatricolazione si traduce in un limite legislativo al diritto allo studio, costituzionalmente tutelato, da considerarsi “ragionevole solo ove finalizzato a non superare le predette capacità formative”.

Il voto minimo per l’ammissione deve pertanto tendere ad evitare il sovraffollamento dei corsi a scapito degli standard accademici formativi, e non assumere alcuna funzione di completamento del titolo di scuola secondaria superiore di per sé sufficiente all’accesso universitario.

Nel caso di specie, a fronte di 118 posti banditi, ben 42 rimanevano liberi ed inutilizzati mancando una previsione che ne consentisse la redistribuzione nel rispetto della posizione acquista in graduatoria. Il TAR ha così dichiarato che il limite di punteggio imposto dall’art. 5, D.M. n. 337/2018 “risulta non ragionevole nella misura in cui impedisca la copertura dei posti disponibili presso gli Atenei” e disposto, previa sospensione della riferita norma, lo “scorrimento della graduatoria fino a copertura dei posti disponibili in questione” con ammissione con riserva dei ricorrenti presso il corso di laurea ambito.

In definitiva, si ribadisce ancora una volta, e sulla scia dell’orientamento anche di merito già espresso dal G.A. con la recente sentenza del 7 novembre 2019, n. 12808, che non può comprimersi il diritto costituzionale allo studio se non per intervenuta saturazione della capacità formativa degli Atenei, come determinata dalle Università nei modi prescritti dal legislatore.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Mon, 13 Jan 2020 17:03:00 +0000
Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn http://webamail.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN)

È di recentissima pubblicazione l’ultima sentenza del TAR del Lazio che conferma i vizi della procedura concorsuale sull’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Oggi, dopo l’accoglimento che nei giorni scorsi aveva portato ad un'altra vittoria per un aspirante professore di prima fascia (vedasi il seguente link) di cui si possono leggere le motivazioni nel provvedimento allegato, l’Organo della Giustizia Amministrativa conferma il proprio orientamento annullando il giudizio negativo a carico del ricorrente.

Merita di essere menzionata, anche nella fattispecie odierna, la previsione dell’art. 8 del D.P.R. 95/2016 che impone una specifica e congrua motivazione da parte della Commissione concorsuale quando sia stato reso un parere pro veritate favorevole per il candidato.

Il Tribunale Amministrativo ha pertanto deciso per l’annullamento della valuzione illegittima e ha imposto al M.I.U.R. di procedere ad una nuova valutazione del candidato che possa riparare al danno da esso subito.

Si riscontrano forti analogie con altri procedimenti annullati dalla Giusitizia Amministrativa anche per settori concorsuali differenti tra loro.

È l’ulteriore indizio, riporta il patrocinatore dell’azione e fondatore del’omonimo Studio legale, l’Avv. Michele Bonetti, “che ogni valutazione operata dalle Commissioni comporta una specifica analisi e deve essere parametrata al caso di specie, non potendosi escludere a priori eventuali errori di giudizio”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Mon, 09 Dec 2019 15:25:42 +0000