Claudia Palladino

Claudia Palladino


Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ha riammesso nelle GAE gli insegnanti illegittimamente depennati in violazione delle disposizioni fornite dallo stesso MIUR con Decreto Ministeriale n.374 del 24 aprile 2019. 

Gli Ambiti Territoriali pugliesi, difatti, avevano comminato esclusioni ai danni di insegnanti inseriti in GAE con riserva in attesa della definizione nel merito del giudizio. 

Tali determinazioni erano già state dichiarate illegittime dal G.A. che, nel riammettere i docenti in graduatoria, condanna l’Amministrazione al pagamento delle spese di lite (oltre tremila euro).

La novità è che i provvedimenti di esclusione, hanno riguardato in larga parte gli insegnanti tecnico pratici in attesa della definizione del ricorso pendente dinanzi al G.A. volto al riconoscimento del diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento in forza del valore abilitante attribuito al proprio titolo e il TAR prendendo spunto dalla vicenda del diploma magistrale ci ha dato di nuovo ragione” a parlare è l’Avv. Michele Bonetti le cui tesi in favore degli ITP sono state accolte dal TAR di Lecce.

L’On.le Collegio adito, ha precisato che i depennamenti effettuati sono connotati da contraddittorietà nell’operato della P.A. in quanto posti in essere in violazione delle stesse indicazioni ministeriali che prevedevano “l’esclusione dall’aggiornamento delle graduatorie” solo per “quei docenti che abbiano ricevuto sentenze di merito sfavorevoli” ossia esclusivamente per coloro che hanno una situazione giudiziaria definitiva e non per coloro, come i ricorrenti, che sono ancora in attesa della definizione di merito dei giudizi pendenti.

Tale orientamento è desunto direttamente dalla volontà ministeriale in quanto, dall’interpretazione letterale del D.M. di aggiornamento delle G.A.E., il Ministero ha espressamente previsto l’esclusione dalle graduatorie dei soli docenti “destinatari di sentenze di merito sfavorevoli”.

Si tratta di provvedimenti di particolare rilievo che permettono ai nostri ricorrenti di essere reinseriti in graduatoria fino alla definizione completa del contenzioso, con la possibilità quindi di continuare a lavorare anche nell’interesse delle stesse Istituzioni Scolastiche che, diversamente, si vedrebbero private improvvisamente di un importante contingente umano di insegnati mettendo così in pericolo anche la continuità didattica” commenta l’Avv. Michele Bonetti founder dello studio legale Bonetti-Delia “gli Uffici Scolastici interessati dai provvedimenti ora dovranno eseguirli consentendo ai ricorrenti di stipulare contratti in base alla posizione ricoperta in graduatoria”.

Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, founders dell’omonimo Studio Legale, hanno ottenuto l’archiviazione del procedimento amministrativo-sanzionatorio avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nei confronti di Metalplex S.p.a.

La procedura sanzionatoria, originata a seguito di segnalazione da parte della stazione appaltante Provincia autonoma di Trento, mirava a far chiarezza sulla presunta mancata osservanza delle regole che sovrintendono alle procedure di aggiudicazione e nella specie sulla annosa questione relativa alla distinzione tra servizi identici ed analoghi in materia di forniture arredi.

La stazione appaltante faceva pervenire all’Autorità segnalazione con la quale denunciava l’asserita mendacità delle dichiarazioni rese da Metalplex con riferimento ai propri servizi analoghi dichiarati che, secondo la stessa appaltante, non risulterebbe conformi alla lex specialis. Più in particolare, secondo la P.A. chi fornisce beni ed arredi per comunità, quali letti, armadi, cassiettiere, etcc per Uffici pubblici, ospedali o l’Esercito italiano, non dimostrerebbe di svolgere servizi analoghi ai fini della partecipazione ad una gara ove, tali arrredi, sarebbero destinati a residenze universitarie.

Gli Avv.ti Bonetti e Delia, prima in sede di produzioni difensive, poi in occasione dell’audizione disposta dall’Autority, sono riusciti a dimostrare la differenza corrente tra i due concetti di analogia di servizi ed identicità, differenza che la stazione appaltante sembrava voler bypassare.

La decisione dell’ANAC rappresenta una bussola importante per una sterminata casistica di gare su cui analoghi dubbi potrebbero porsi.

L’Anac, in particolare, nel ritenere fondata la prospettazione dei legali, ha chiarito (richiamando il Consiglio di Stato n. 3220/2014),  che «la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici”, poiché la prima formula implica la necessità di ricercare elementi di similitudine tra i servizi presi in considerazione, che possono scaturire solo dal confronto tra le prestazioni oggetto dell’appalto da affidare e le prestazioni oggetto dei servizi indicati dai concorrenti al fine di dimostrare il possesso della capacità tecnica o economico-finanziaria richiesta dal bando».

Deve dunque ritenersi, in via generale, che, nel caso in cui il bando imponga di dimostrare di aver prestato, nel triennio precedente, servizi analoghi a quelli richiesti dallo stesso disciplinare di gara, il requisito dell’analogia, differenziandosi dal concetto di “identicità”, risulta rispettato anche quando, in via esemplificativa, la società abbia, in anni pregressi, fornito arredi per uffici od ospedali, e la prestazione richiesta dal bando riguardi la fornitura di arredi destinati ad alberghi o residenze collettive, quali studentati o caserme.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia Santi Delia e sospeso le procedure di stabilizzazione dei ricercatori precari storici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, imponendo l’inserimento nella graduatoria dei cosiddetti “non prioritari” anche dei ricercatori non in servizio alla data del 22 giugno 2017 (entrata in vigore del c.d. “Decreto Madia”).

Secondo l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a tale procedura di stabilizzazione potevano accedere esclusivamente  i ricercatori in servizio alla data del 22 giugno 2017 a prescindere dalla loro anzianità di contratti precari nel tempo sottoscritti.

Bonetti & Delia , invece, hanno sostenuto che tale requisito non poteva ritenersi utile ai fini della partecipazione ma, esclusivamente, al fine di gradare i concorrenti comunque ammessi alla procedura. Per i soggetti in servizio alla data temporale indicata dalla norma, dunque, era riservata una semplice priorità di assunzione e giammai un’esclusiva riserva di posti.

Secondo il Consiglio di Stato “la domanda cautelare proposta appare assistita dai necessari presupposti, in specie in relazione al carattere non escludente della clausola in contestazione, nonché relativamente all’ammissione con riserva nella graduatoria dei non prioritari”.

A seguito delle pronunce di accoglimento del Consiglio di Stato, sugli appelli avanzati dai ricorrenti dello Studio Legale Bonetti & Delia, il MIUR ha dato esecuzione all’ordine all’assegnazione di 1600 posti disponibili per i corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria.

Gli accoglimenti scaturiscono dalla censura sollevata nei nostri ricorsi, sin dal primo grado al TAR del Lazio, sulle carenze dei numeri del fabbisogno nazionale di medici ed odontoiatri, confermando nuovamente la fondatezza della tesi degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Una censura idonea a dimostrare che il decremento di ammissioni non trova giustificazione nella carenza di risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei, ma sia il frutto di scelte, anche politiche, assolutamente incompatibili con il diritto allo studio costituzionalmente garantito.

In ossequio a quanto disposto dal G.A., dunque, i soggetti beneficiari dei provvedimenti cautelari sono stati individuati dal Miur come assegnatari di posti ai corsi di laurea di Medicina e Chirurgia ai fini dell’avvio delle iscrizioni presso gli Atenei, garantendo in tal modo il proficuo inizio e svolgimento del corso di studi.

Trattasi di un ulteriore tassello che si inscrive nel quadro di denuncia all’inadeguatezza di un sistema di accesso che mette irragionevolmente a disposizione dei giovani studenti solo una minima percentuale delle possibilità formative degli Atenei.

Al fine di ottenere un’informazione completa circa la comunicazione concernente l’avvio del procedimento di immatricolazione al corso in Medicina e Chirurgia, ma anche per le sedi di Odotoiatria e Protesi Dentaria, pervenuta da parte del Ministero, vi invitiamo a partecipare all’apposita riunione programmata in data 20 dicembre, alle ore 11, presso la sede dello studio di Roma in Via di San Tommaso d’Aquino n. 47.

Rappresentiamo, altresì, che la riunione sarà la sede e l’occasione in cui potranno essere chiarite situazioni eterogenee quali l’eventuale mancata conferma di interesse, le omissioni dall’elenco dei soggetti destinatari di assegnazioni, posizioni peculiari, ecc.

Il nostro studio è da sempre al fianco dei giovani laureati che decidono di conseguire la specializzazione in medicina generale: dalla illegittima formazione delle graduatorie, alle fasi successive la firma del contratto. Da anni, migliaia di medici in corso di formazione subiscono una discriminazione economica rispetto ai colleghi che seguono i corsi di specializzazione medica. Si parla di cifre che si aggirano intorno agli 11.000 euro in meno per ogni anno passato a studiare, dare esami, formarsi negli ospedali, seguire lezioni ecc.., che giustifica un risarcimento per quasi 30.000 € a dottore. Le norme di riferimento, infatti, non giustificano in nessun modo le scelte ministeriali di conferire ad un laureato in medicina che si stia formando per diventare “medico di famiglia” una borsa di studio dimezzata rispetto ad un collega che scelga la via delle “specializzazioni”.

A nostro modo di vedere si tratta di una differenza ingiustificata su cui il Ministero della Salute e le Regioni devono essere chiamati a rispondere, per aver sottopagato per anni i nostri aspiranti medici di famiglia, impedendogli così di formarsi in maniera dignitosa e potersi sentire alla pari degli altri colleghi.

Ciò premesso, la Fp Cgil Medici promuove con il patrocinio dell’avv. Michele Bonetti, azioni collettive volte ad ottenere la perequazione della borsa attualmente o in passato percepita rispetto a quanto, dopo il 2006, hanno ottenuto i colleghi specializzandi medici.

 

CHI PUO’ RICORRERE

Può partecipare all’azione qualsiasi medico che abbia frequentato un corso di medicina generale in una qualsiasi Regione italiana.  

COSTI E MODALITA’ DI ADESIONE

Il costo dell’azione dinanzi al Tribunale Ordinario è pari ad € 100,00, onnicomprensivi (accessori di legge, I.V.A. e Cassa Forense) per coloro che risultino iscritti alla CGIL.

L’importo dovrà essere versato al momento dell’adesione (per gli iscritti sarà necessario allegare copia della tessera della Fp Cgil, o, in alternativa, copia di un cedolino con la quota di iscrizione della Fp Cgil riferita ad un mese del 2019).

Per coloro i quali invece non risultino iscritti alla organizzazione sindacale in parola, il costo dell’azione sarà pari ad € 500,00 da corrispondere in due tranche da € 250,00 cadauna (la prima da versare al momento dell’adesione la seconda entro i 90 giorni successivi).

Resta inteso che per beneficiare dei vantaggi economici derivanti dalla qualità di iscritto alla CGIL, tale condizione deve persistere durante l’intera durata del giudizio. Nel caso di interruzione del rapporto sindacale, l’interessato dovrà corrispondere la differenza rispetto al costo ordinario dell’azione.

Il pagamento dovrà avvenire attraverso bonifico da effettuare alle coordinate IBAN allegate in calce alla pagina nella sezione downloads. 

PER ADERIRE E’ NECESSARIO SEGUIRE LE ISTRUZIONI DI SEGUITO RIPORTATE  

  1. A)    Compilare il form on-line cliccando QUI

-          Scaricare la procura allegata in fondo alla pagina;

-          Stampare due copie della procura da compilare e firmare in originale;

-          Effettuare la prima tranche di pagamento (€ 250,00) alle coordinate allegate in fondo alla pagina (nella causale del bonifico dovrà essere inserito il Vostro nome, cognome e la categoria del ricorso: “Rimborso MMG”).

  1. B)    Documentazione da allegare

-          Documentazione (non autocertificazione) da cui risulti la data di immatricolazione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale e anno di conseguimento del titolo.

-          Eventuale atto di interruzione dei termini di prescrizione inoltrato direttamente dall’interessato.

-          Copia documento di identità.

 

Tutta la documentazione di cui ai punti A e B dovrà essere inoltrata in originale a mezzo raccomandata a/r all’indirizzo “Studio Legale Bonetti & Partners, via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136 – Roma” entro e non oltre la data del 30 aprile 2020. 

Altresì la scansione di tutti i documenti inoltrati a mezzo raccomandata a/r, andrà anticipata a mezzo mail al seguente indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

N.B.

ATTENZIONE: QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITA’ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE DOVESSE GIUNGERE TARDIVAMENTE, IN MANIERA PARZIALE O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA.

Ancora una volta per primi vinciamo sull’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso.

Dopo che, su Medicina, abbiamo vinto per primi sull’illegittimità di alcune domande contestate (sin dal mese di marzo 2019) e sul numero dei posti banditi (il 18 luglio 2019) ottenendo l’ammissione di centinaia di nostri ricorrenti, oggi è la volta di veterinaria.

Per primi, in Italia, vinciamo su VETERINARIA facendo condannare il MIUR a rifare l’intera graduatoria per l’illegittima decisione assunta sulla valutazione del quesito n. 33. Secondo il T.A.R. “allo stato emerge con sufficiente evidenza la probabile fondatezza delle doglianze legate alla formulazione del quesito contrassegnato dal n. 33; Considerato che nel presente giudizio è stata disposta ed attuata l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti coloro che precedono parte ricorrente in graduatoria; Ritenuto, alla luce di tali circostanze, di dover ordinare all’Amministrazione competente di procedere ad una nuova formulazione della graduatoria di merito avendo cura di rendere ininfluente, ai fini del punteggio assegnato ai candidati, il quesito n. 33, con le modalità che la stessa riterrà – nell’ambito della sua discrezionalità – adeguate all’incombente, entro giorni trenta dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza”.

Importante pronuncia del TAR Piemonte sull’accesso al corso di laurea in Odontoiatria, chiamato a decidere sul ricorso di una studentessa che lamentava l’illegittimità del comportamento dell’Università di Torino nella gestione del bando per il trasferimento ad anni successivi al primo.

Nel ricorso patrocinato dal nostro studio legale si deduceva come la domanda della studentessa, pur essendo iscritta presso un altro Ateneo italiano al II anno, fosse stata illegittimamente valutata dall’Ateneo piemontese come idonea ad ottenere il passaggio al IV anno, anziché al terzo. La decisione dell’Ateneo di Torino si era rivelata determinante per la ricorrente, non essendoci al IV anno un numero di posti disponibili sufficienti a consentirne l’immatricolazione.

Il TAR Piemonte, mediante l’ordinanza in allegato, ha ritenuto “irragionevole l’esclusione della ricorrente dall’iscrizione al terzo anno di corso” ed ha sottolineato il rischio di “compromettere irrimediabilmente i suoi progetti formativi e le sue future scelte professionali e di vita”.

Per tali motivi, ha disposto la “sua immediata ammissione con riserva e in sovrannumero rispetto agli iscritti al terzo anno di corso”. In particolare, ha concluso il TAR, l’accoglimento in sovrannumero “non è idoneo a pregiudicare né il diritto alla formazione degli altri studenti iscritti, né la complessiva organizzazione del corso di laurea a numero chiuso”, anche in considerazione della sussistenza di posti rimasti vacanti.

Il provvedimento del Giudice Amministrativo consentirà alla ricorrente di proseguire la propria carriera accademica nella sede ambita ed ha riaffermato il rispetto dei principi meritocratici che dovrebbero guidare ogni procedura amministrativa e che, nel caso di specie, non sono stati correttamente tutelati dall’Università di Torino.

Ben 17 aziende hanno beneficiato, grazie all’incisiva azione patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, di fondi stanziati dall’Unione Europea destinati allo sviluppo rurale della regione Sicilia, da tempo immobilizzati e non distribuiti da parte del gestore regionale.

Le aziende, pur avendo tutti i requisiti previsti dal bando si vedevano negare, da parte della Regione, l’accesso ai fondi strutturali. La motivazione alla base del diniego si fondava sulla mancata collocazione delle aziende richiedenti in una determinata area geografica individuata con un criterio di “priorità”. La Regione Sicilia aveva ricevuto un totale di 5 milioni di euro destinati allo sviluppo rurale del territorio e ne aveva distribuiti soltanto 3,6 immobilizzando, di fatto, la restante somma.

Grazie all’azione posta in essere dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, le aziende assistite hanno giovato delle somme destinate ad agricoltori e contadini per attività di coltivazione.

Uno dei più letti quotidiani regionali, “Il Giornale di Sicilia”, riporta che “Grazie alle azioni dei legali Santi Delia e Michele Bonetti, le aziende in graduatoria (dapprima escluse), hanno giovato di tale somme che potranno investire per la salvaguardia delle risorse: acqua, suolo, aria e biodiversita attraverso l’adozione di specifiche ed idonee pratiche agricole e tecniche di gestione aziendale, programmate secondo le criticità e vulnerabilità del territorio regionale.”

Nella fase giudiziaria, la difesa aveva rilevato, sin da subito, la mancata individuazione da parte della PA di un ben definito criterio di assegnazione delle somme stanziate che, in alcun modo sarebbero potute essere utilizzate per altri scopi se non per quelli per cui erano destinati. L’amministrazione resistente, dunque, ha provveduto ad erogare le somme in favore delle aziende ricorrenti, confermando integralmente le tesi difensive.

Gli insegnanti con diploma di maturità magistrale inseriti in GAE non possono essere depennati se non a seguito di sentenza definitiva di merito in quanto, “ai fini della mantenimento in graduatoria con riserva, è sufficiente la pendenza di un giudizio, in primo o in secondo grado”.

È quanto afferma il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, sede di Lecce, che, con sentenza breve, ha riammesso definitivamente una ricorrente nelle graduatorie ad esaurimento a seguito dell’illegittimo depennamento intervenuto da parte dell’USR.

Nello specifico la ricorrente, era inserita in GAE tramite provvedimento cautelare del TAR Lazio e, per il solo fatto di non essere in possesso di un provvedimento definitivo, era stata esclusa dall’ambita graduatoria e reinserita in II fascia.

Il G.A., nell’annullare il provvedimento dell’Amministrazione, ha rilevato che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con decreto n. 374 del 24 aprile 2019, ha fornito indicazioni a livello nazionale circa l’inserimento in graduatoria dei docenti, precisando che “devono chiedere di permanere in graduatoria con riserva, compilando il modello 1: (…) b) coloro che, già iscritti con riserva in graduatoria ad esaurimento, hanno ancora pendente un ricorso giurisdizionale o straordinario al Capo dello Stato, avverso l’esclusione dalle graduatorie medesime o avverso le propedeutiche procedure abilitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, comma 8” (art. 6, comma 1, lett. b, cit. decreto) e prevedendo, al predetto art. 1, comma 8, che in “forza di quanto disposto dalle Adunanze Plenarie del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 n. 11 e del 27 febbraio 2019 n. 5, i docenti in possesso di diploma magistrale destinatari di sentenze di merito sfavorevoli, non potranno presentare istanza di aggiornamento”.

Ad avviso dell’On.le Giudicante il predetto decreto M.I.U.R. deve essere interpretato nel senso che possono essere esclusi dall’aggiornamento delle graduatorie solo quei docenti che abbiano ricevuto “sentenze di merito sfavorevoli”, cioè soggetti con situazioni coperte da giudicato, come emerge dalla combinata lettura degli artt. 1, comma 8, e 6, comma 1, lett. b), del cit. decreto.

In tale ottica il D.M. fornisce, per converso, la chiara istruzione di mantenere in graduatoria, con riserva, quei docenti la cui situazione non sia ancora definita dall’autorità del giudicato (v. art. 6, comma 1, lett. b, cit. decreto) e, in definitiva, ai fini del mantenimento in graduatoria con riserva, è sufficiente la pendenza di un giudizio, in primo o in secondo grado.

"E' una pronuncia molto importante a tutela di tutti gli insegnanti inseriti nelle graduatorie con provvedimenti non definitivi" sottolinea l'Avv. Michele Bonetti che ha patrocinato il ricorso congiuntamente all'Avv. Santi Delia "che potranno continuare a lavorare fino alla decisione di merito".

 

Proseguono gli accoglimenti dinanzi al TAR del Lazio in merito alla procedura volta all’assunzione di 1851 Allievi Agenti. Dopo la nota questione dei soggetti esclusi dalle prove psicofisiche ed attitudinali poiché privi dei nuovi requisiti previsti dalla legge, il Giudice Amministrativo è tornato a pronunciarsi sui giudizi di inidoneità resi dalle Commissioni esaminatrici e, in particolare, su quelli resi all’esito delle prove psicologiche. Ad agire dinanzi al TAR sono stati tre ricorrenti, inizialmente esclusi dalla convocazione alle prove perché in possesso di un’età maggiore ai 26 anni e poi, una volta ottenuta la riammissione grazie al ricorso patrocinato dal nostro studio legale, ritenuti inidonei all’esito delle prove psicoattitudinali.

Il T.A.R. del Lazio, all’esito della camera di consiglio del 6 dicembre, ha accolto anche tali ricorsi e disposto una nuova verificazione medica, da effettuarsi nel contraddittorio delle parti. Il Giudice Amministrativo ha ritenuto che il giudizio espresso dalla Commissione esaminatrice fosse in contrasto con la documentazione medica depositata dai ricorrenti e proveniente da altre strutture sanitarie pubbliche ed ha, per tale motivo, ritenuto necessaria una nuova verifica medica. I ricorrenti avranno, così, la possibilità di sottoporsi ad un altro esame, per dimostrare la propria idoneità psicologica.

Trattasi di un ennesimo provvedimento positivo ottenuto in favore di aspiranti poliziotti, che dapprima sono stati esclusi da un’illegittima disposizione normativa sopraggiunta e poi ritenuti inidonei all’esito di prove non sempre trasparenti.

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